Il virus Zika

A poco più di un anno di distanza dal virus Ebola, che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso, oggi ci troviamo ad affrontare un nuovo nemico sconosciuto ai più: il virus Zika.

CONOSCIAMO IL VIRUS ZIKA

Il virus Zika, isolato per la prima volta nel 1947 in una foresta dell’Uganda, da cui prende il nome, fa parte della famiglia dei Flavivirus (il cui nome deriva dal virus della febbre gialla, infatti “flavus” in latino significa giallo). I virus di questa famiglia si propagano principalmente attraverso vettori artropodi, ovvero tramite ad esempio zecche e zanzare.

Anche il virus Zika, quindi, si trasmette attraverso le zanzare, in particolare quelle tropicali e subtropicali, più precisamente quelle della specie ì  e, anche se più raramente, attraverso le comuni zanzare tigre.

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Recentemente sembra che siano stati isolati casi di trasmissione sessuale, ma c’è ancora molta cautela a riguardo.

I primi casi di epidemie, anche se di piccola entità, sono state registrate in alcuni paesi dell’Africa e del Sudest asiatico, probabilmente a cause della scarsità di anticorpi verso virus di questo genere.

PER CHI E’ PERICOLOSO E CHE SINTOMI DA’?

Il virus può colpire qualunque individuo e non è mortale se non, come del resto per ogni malattia, combinato a complicazioni dovute a fattori esterni. Tuttavia può determinare gravi effetti sui nascituri se la mamma dovesse infettarsi durante la gravidanza. In particolare può causare microcefalia nel feto. I casi registrati infatti sono 3.893, il virus si trasmetterebbe da madre a figlio attraverso il liquido amniotico e provocherebbe una malformazione neurologica in cui il cranio si presenta di un diametro molto inferiore al normale, microcefalia appunto.

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Solo un quinto delle persone colpite si ammala e in genere provoca solo febbre, eruzioni cutanee, dolori articolari e arrossamento degli occhi, sintomi che compaiono tra i 2 e i 7 giorni dopo la puntura di una zanzara infetta.

PRECAUZIONI!.

«Il virus ha sintomi generalmente lievi – spiega Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità -, ma è stato associato all’aumento di venti volte dei casi di microcefalia in Brasile. Se una persona deve viaggiare in quei paesi dovrebbe evitare le punture di zanzara, mentre una donna incinta sarebbe meglio li evitasse del tutto se può». Il Center for disease control degli Stati Uniti e l’Organizzazione mondiale della Sanità sconsigliano il turismo nelle zone a rischio a chi è in gravidanza e invitano a prendere precauzioni contro il morso delle zanzare

CURE ED ESPERIMENTI

Non esiste ancora un vaccino per prevenire la malattia e neppure una cura specifica. Molti ricercatori stanno però già lavorando a una cura che, però, richiederà molto tempo e denaro (parecchi milioni di dollari) per poter essere sviluppata.

Tuttavia, sono stati cominciati alcuni esperimenti che portano già i primi frutti. L’azienda britannica Oxitec, ad esempio, ha sviluppato zanzare aegypti geneticamente modificate in modo da produrre una prole che non raggiunga l’età adulta. Lo scopo è quello di mettere in libertà i maschi di questa specie, che non pungono le persone, perché si accoppino con le femmine generando figli che non possano riprodursi poiché non vivono a lungo. In Brasile sono già attivi alcuni stabilimenti dove queste zanzare sono allevate e ora sono in atto i test per avere le autorizzazioni per metterle in libertà. Altri centri di ricerca a Rio de Janeiro invece stanno lavorando su batteri che attaccano queste zanzare e bloccano la riproduzione del virus.

ZIKA IN ITALIA

Le zanzare responsabili del virus non sono diffuse in Italia e per questo non c’è pericolo che il virus colpisca in maniera massiccia. Tuttavia il periodo più critico sarà verso maggio e durante l’estate quando le zanzare proliferano e poiché possibile veicolo di questo virus sono anche le zanzare tigre bisogna essere consapevoli che un possibile rischio di trasmissione c’è anche se basso.

In Italia ad oggi sono stati registrati nove casi (5 febbraio 2016) ma si tratta di persone che hanno contratto il virus durante viaggi in Venezuela e Repubblica Domenicana. Nessuno di questi si trova in pericolo di vita.

Intanto l’ONU è intervenuto per chiedere agli stati interessati l’autorizzazione alla contraccezione e all’aborto, vietati a causa del forte senso religioso presente in questi paesi, oltre che alla diffusione di informazione e di zanzariere.

Chiara Tognasso ed Elena Gorra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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