Giardinaggio lunare

Gli uomini potranno mai vivere sulla Luna?
Potremmo trovare la chiave per rispondere a questa domanda in un prossimo futuro, in quanto la NASA, che già da tempo ha avviato una ricerca sugli sviluppi delle piante nello spazio, nel 2015 in collaborazione con l’equipe del Lunar Plant Growth Habitat invierà sulla Luna una serie di contenitori di 1KG dalla forma di barattoli da caffè con all’ interno semi di rape, basilico ed arabetta comune.

nasa-2

Fonte immagine: http://rt.com/files/news/21/4e/40/00/nasa-2.jpg

Quest’ ultima, ovvero l’Arabidopsis thaliana, per gli “amici” arabetta, è una piccola pianta erbacea annuale o biennale. Essa non ha una particolare importanza in campo agronomico, ma viene spesso utilizzata in campo scientifico per le sue piccole dimensioni e per il ciclo di vita breve, caratteristiche importanti negli spazi e tempi ristretti tipici dei laboratori.

arabidopsis-thaliana6Fonte immagine: http://www.botanicalgarden.ubc.ca/potd/arabidopsis-thaliana6.jpg

Il progresso effettuato dalle piantine verrà monitorato tramite una serie di fotografie scattate ad intervalli regolari che verranno in seguito inviate sulla Terra per essere elaborate.

Ma quali sono gli obiettivi che si cerca di raggiungere?

L’esperimento mira a stabilire se le piante riescono a vivere nell’ambiente Lunare, sottoposto alle radiazioni solari e con una gravità ridotta ad un sesto rispetto a quella quella terrestre. Dall’analisi dei dati ricevuti esaminando il comportamento dei vegetali, sarà possibile scoprire qualcosa di più anche sulle possibilità di vita per l’uomo al di fuori dell’ambiente terrestre. Infatti se riuscissimo a far crescere delle piante in un ambiente finora considerato ostile, anche noi potremmo pensare di stabilirci lì.

Questo non è il primo tentativo di far crescere delle piante a gravità ridotta.

Negli anni ’70, durante la missione spaziale sovietica Salyut, i cosmonauti russi si limitarono a mandare in orbita vere e proprie serre spaziali.
In questo caso, invece, è stata scelta come location del progetto proprio la Luna, che sembra essere un habitat ideale per la raccolta di dati sia per la sua vicinanza che la sua geografia ben conosciuta.

La NASA per risparmiare sul lancio delle missioni future, tra cui questa, ha stipulato un contratto che prevede l’acquisto dei dati di volo spaziale di alcuni robot-sonde che verranno inviati sulla Luna tramite un concorso chiamato Lunar X-Prize Google, aperto solo ai privati. I ricercatori sperano così di trovare nuovi sistemi da impiegare, per esempio nel campo dell’aereodinamica o dei materiali di rivestimento, tagliando così i costi di costruzione e quelli dovuti all’elevatissimo consumo di propellente necessario per lasciare l’atmosfera ed entrare in orbita.

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Dagli esperimenti effettuati in condizioni di microgravità è emerso, però, che spesso le piante si sviluppano con alcune anomalie, come ad esempio le radici che non seguono l’abituale direzione verso il basso, tipica della crescita che avviene sulla Terra. Questo tipo di esperienze potrebbe aiutare a comprendere meglio lo sviluppo delle piante e magari quei germogli porteranno frutti anche per l’uomo.

Silvia Allegri, Alessandro Delmonte, Silvia Mirabile, Riccardo Pezzani, Marco Vincenzi

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