M’illumino di meno e l’inquinamento luminoso

M’illumino di meno è la più grande campagna radiofonica di sensibilizzazione sulla razionalizzazione dei consumi energetici; è stata ideata da Caterpillar, storico programma in onda da diciotto anni su Radio 2 RAI dalle 18 alle 19,30.

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Il progetto si avvale da anni dell’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e della Presidenza della Repubblica, nonché delle adesioni di Senato e Camera dei Deputati.

Come ogni anno, il 13 febbraio è prevista la Giornata del Risparmio Energetico dedicata ad un simbolico “silenzio energetico” per attirare l’attenzione sul fatto che sono tanti i piccoli accorgimenti che ognuno di noi può rispettare per un consumo di energia responsabile. Questo “silenzio energetico” consiste nello spegnimento dell’illuminazione di monumenti, piazze, vetrine, uffici, aule e abitazioni private.

Anche scuole e bambini e ragazzi di ogni età hanno potuto dimostrarsi solidali in diversi modi dando un apporto alla campagna, ad esempio ideando un inno, il M’illum-inno, che si può ascoltare sul blog della trasmissione Caterpillar.

Lo scopo della campagna è quello di sensibilizzare la popolazione promuovendo la riflessione riguardo lo spreco di energia, collegato anche al problema dell’inquinamento luminoso. Quest’ultimo è un termine poco diffuso e forse un po’ strano, che può far pensare a un’affollata via di Las Vegas, ma in realtà è un problema molto più diffuso di quanto si possa credere.

Questa forma di inquinamento è un’alterazione della quantità naturale di luce nell’ambiente notturno, provocata dalla emissione di luce artificiale.

Ma come quantificare l’inquinamento luminoso?

In relazione all’iniziativa di Caterpillar, la comunità astronomica nazionale (INAF, SAIT, ASI) e internazionale (IAU) ha invitato gli ascoltatori che vorranno aderire al progetto, saranno invitati ad effettuare un’osservazione della costellazione dell’Orsa Minore, o Piccolo Carro, dalle 18.00 alle 19.30 nelle sere precedenti al 13 Febbraio, la Giornata del Risparmio Energetico. Una seconda osservazione avverrà proprio il 13, mentre tutte le luci urbane saranno spente; la differenza fra il numero di stelle visibili senza illuminazione e quelle visibili in piena luce cittadina sarà quindi una buona misura per l’inquinamento luminoso.

Certo oggi i tempi sono cambiati rispetto all’Ottocento, quando la sera si accendevano le candele e le strade erano troppo buie per essere sicure. Adesso ad ogni ora del giorno e della notte è possibile svolgere qualsiasi attività, le strade sono illuminate a giorno e le insegne dei locali hanno luci addirittura intermittenti.

Apparentemente tutto ciò sembra solo sinonimo di progresso, ma limita fortemente l’osservazione astronomica del cielo e, cosa ancor più grave, può causare danni alla salute umana e a quella animale.

Ad esempio, con il continuo aumento dell’inquinamento luminoso nei nostri cieli, sta diventando sempre più difficile scorgere una porzione della Via Lattea che era, invece, facilmente visibile fino a qualche decennio fa. Per gli astronomi è complicato osservare il cielo, così come per i ragazzi come noi, che si allontanano sempre più dallo studio degli astri.

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Fonte immagine: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/light_pollution_030321_02.jpg

Tra le varie iniziative che cercano di contrastare questo fenomeno, in Canada, ad esempio, sono stati creati grandi parchi per l’osservazione delle stelle.

L’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) difende la qualità del cielo stellato e della notte come diritto ambientale, culturale scientifico e anche le pubbliche amministrazioni dovrebbero assicurarsi che gli utilizzatori di luci artificiali lo facciano in maniera responsabile.

Quando si parla di inquinamento luminoso, l’aspetto a cui si pensa per eccellenza, è l’astronomia, ma recentemente è stata messa in evidenza l’esistenza di una forte correlazione fra i livelli di luminosità notturna nell’ambiente e l’incidenza di malattie nella popolazione.

Ad esempio l’esposizione alla luce artificiale nelle ore serali ha effetti sulla secrezione di melatonina, riducendola e ritardandola.

La melatonina è un neurormone prodotto da una ghiandola posta alla base del cervello, la ghiandola pineale o epifisi e ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia. Ha anche proprietà antiossidanti (impedisce l’ossidazione di sostanze all’interno dell’organismo) ed è anche un antitumorale. La sua produzione e secrezione è ostacolata dall’esposizione alla luce notturna.

La mancanza di questo neurormone può concorrere a causare varie patologie, tra cui disturbi dell’umore (depressione), insonnia, immunodepressione, malattie cardiache e disordini metabolici (diabete, obesità), che, a loro volta, potrebbero facilitare l’insorgenza di altre malattie, compreso il cancro (nelle donne soprattutto al seno, anche se sembra ci siano correlazioni anche con quello al colon o alla prostata).

In natura, un’illuminazione costante ha conseguenze sia sui singoli individui che sulla conservazione delle specie e sull’equilibrio degli ecosistemi.

Ad esempio i prati ai lati di una strada illuminata hanno valori di luce artificiale pari a centinaia di migliaia di volte maggiori rispetto alle normali condizioni di una notte naturalmente buia.

Gli effetti sugli animali sono molteplici e molto spesso ne causano la morte.

In altri casi l’eccessiva illuminazione ne sconvolge i ritmi biologici portando complicazioni per quanto riguarda la riproduzione o la migrazione.

Le tartarughe ad esempio muoiono perché alla schiusa delle uova invece di dirigersi verso il mare, sono attratte dalla luce delle strade, con la conseguenza che finiscono per essere vittime delle automobili o dei predatori.

Molte volte gli uccelli migratori vengono storditi dalla luce notturna, perdono l’orientamento e non riescono a raggiungere la destinazione finale della migrazione e talvolta si scontrano contro fari o lampioni illuminati.

I pipistrelli, invece, animali notturni per eccellenza, riducono la loro attività di caccia e rischiano di morire.

Infine, gli insetti vengono attirati dai lampioni e rimangono ustionati o intrappolati.

A questo punto, come possiamo fare per ridurre l’inquinamento luminoso?

Per cominciare si potrebbero spegnere gli impianti di illuminazione extraurbani dopo le 23.00 o ridurre le illuminazioni decorative, Questo servirebbe anche a ridure sensibilmente il consumo energetico.

Altra cosa da fare sarebbe quella di limitare la luce blu, presente soprattutto nei dispositivi LCD o LED, come schermi di smartphone, tablet, TV e PC.

Importante sarebbe utilizzare impianti che direzionino il fascio di luce verso il basso e non al di fuori della zona da illuminare: infatti la gran parte dell’inquinamento luminoso è dovuta alla luce che esce direttamente verso l’alto dagli apparecchi e non da quella riflessa dalle superfici illuminate. A questo proposito i lampioni a LED potrebbero ridurre lo spazio di illuminazione. Questo non comporta necessariamente l’aumento del livello di criminalità, che invece rimarrebbe invariato.

Se ci riflettiamo un momento, molti provvedimenti potrebbero essere presi con relativa facilità. Da molte parti arriva l’invito a intervenire nelle città e nei quartieri, ma forse ci spaventiamo di fronte ai cambiamenti e preferiamo chiudere gli occhi.

Comunque sia, crediamo che debba essere fatto ogni sforzo per aiutare le persone a comprendere questi problemi. Per questo vi invitiamo a spegnere la luce e non il cervello!

Silvia Allegri e Silvia Mirabile

Video realizzato da:  Edmondo Buffa, Matteo Cugini, Valeria Gaibazzi, Federico Fallini, Silvia Mirabile, Luca Regalli

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